CNA ha presentato il Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS da cui la Toscana emerge come una delle regioni in cui il contributo delle imprese straniere risulta più determinante: a fine 2024 si contano 64.154 attività gestite da imprenditori provenienti da altri Paesi, pari al 16,4% del totale regionale, ben al di sopra dell’11,3% registrato in media a livello italiano. Non solo la presenza è consistente, ma la crescita è particolarmente significativa: nell’ultimo anno le imprese a conduzione straniera in Toscana hanno registrato un aumento del 2,2%, il doppio rispetto alla media nazionale generale dell’1,1%. L’81,2% degli imprenditori stranieri attivi in Toscana proviene da Paesi extraeuropei, una percentuale superiore al già elevato valore nazionale.
La comunità più numerosa è quella cinese, che da sola rappresenta il 23,3% delle imprese, seguita dagli imprenditori albanesi, protagonisti del 14,3% delle attività. Marocchini e romeni si attestano entrambi all’11,3%. Di rilievo anche la componente femminile e giovanile: oltre un quarto delle imprese straniere toscane è guidato da donne, mentre il 12,3% è condotto da giovani sotto i 35 anni.
A livello territoriale, alcuni dati risultano particolarmente significativi. Prato si conferma la provincia con la più alta concentrazione di imprenditori extra-UE: qui la quota raggiunge addirittura il 94,8% e la presenza cinese assume un carattere assolutamente preponderante, arrivando al 67,7%. Il territorio pratese consolida così il proprio ruolo di polo nazionale dell’imprenditoria cinese, soprattutto nel settore manifatturiero. Pur non avendo i livelli di Prato, Pistoia partecipa alla dinamica regionale con una presenza significativa di imprese straniere (n.4.668 sono condotte da immigrati), contribuendo alla struttura imprenditoriale grazie alla presenza stabile delle comunità albanese e cinese nei settori della manifattura, costruzioni e servizi.
Come sottolinea la Presidente di CNA World Albania Toscana Centro, DORIANA PREZA, «i dati confermano come la comunità imprenditoriale albanese continui a rappresentare una delle realtà più dinamiche e radicate nel territorio pistoiese e regionale, e questo aggiunge ulteriore valore alla scelta di affidare la rappresentanza di queste imprese al raggruppamento creato da CNA Toscana Centro per affrontare, nel merito, le problematiche specifiche che si presentano ai nostri imprenditori. Le attività guidate da cittadini albanesi costituiscono ormai una componente di assoluto rilievo: con il 14,3% del totale regionale, quella pistoiese è la seconda comunità imprenditoriale più numerosa in Toscana. Questa presenza si traduce in un contributo concreto e quotidiano allo sviluppo economico di tutta l’area: parliamo di un tessuto composto da oltre 1.500 imprese albanesi attive tra Pistoia e Prato, impegnate in settori strategici come edilizia, florovivaismo, artigianato e altri, capaci di generare un fatturato aggregato stimabile in centinaia di milioni di euro l’anno. Questi numeri dimostrano che le imprese albanesi non solo partecipano attivamente alla vita economica locale, ma rappresentano un vero motore di sviluppo creando valore, lavoro e coesione sociale, e CNA World Albania è presente, sempre, a fianco dei nostri imprenditori per far ascoltare anche la loro voce.»
Alla luce dei dati, anche la Presidente di CNA World China Toscana Centro, SHAN SAIO, precisa che “In ogni territorio, la crescita economica e sociale nasce dalla collaborazione tra comunità imprenditoriali diverse. La comunità delle imprese cinesi, particolarmente radicata a Prato e Pistoia, rappresenta un esempio importante di questo contributo e l’integrazione economica è una risorsa strategica per un distretto in cui operano migliaia di imprese orientali che ogni giorno generali valore, lavoro e sviluppo. Ecco perché ritengo di grande rilevanza il lavoro svolto da CNA, attraverso CNA World China, che ha scelto di agire come soggetto aggregatore, capace di unire professionalità, visioni e competenze diverse, e di rafforzare quella rete di fiducia e collaborazione che è la vera chiave per il futuro delle nostre imprese e delle nostre città. Nella mia esperienza alla guida di CNA World China ho potuto constatare che lo sviluppo sano necessita di legalità, innovazione e dialogo, perché solo su basi solide si costruisce un futuro comune e CNA ha assunto proprio questo ruolo: costruire ed essere un ponte tra culture economiche diverse, creare momenti di confronto, accompagnare le imprese verso percorsi di regolarità, sicurezza e qualità, e favorire scambi che arricchiscono l’intero territorio”.




