Nel giro di pochi giorni, ovvero da quando è partita la guerra in Iran, si è già avuto un aggravio di costi di qualche migliaio di euro e l’escalation di tensioni in tutta l’area mediorientale non promette niente di buono.
Per questo motivo la sigla degli autotrasportatori all’interno di CNA chiede con urgenza un credito d’imposta straordinario. In questo modo, si andrebbe a creare un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Risorse che possono arrivare dall’extragettito Iva, da redistribuire nel brevissimo periodo per poter calmierare i prezzi alla pompa ma, inoltre, non è accettabile osservare che i rincari che stiamo vedendo siano riferiti a scorte di carburante acquistato, e raffinato, diversi mesi fa.
Basti ricordare, inoltre, che per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, il rimborso delle accise diventa sempre più vitale ma viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100mila chilometri, l’impresa deve “prestare” allo Stato circa 6mila euro in più all’anno per ogni camion, in attesa che il credito venga compensato. È per questo che CNA Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso.
«E’ evidente che ci si stia trovando di fronte ad una speculazione alla luce dello scenario internazionale che si è venuto a creare in questi giorni – afferma Mirko Portolano, Presidente di Fita Trasporto Merci CNA Toscana e CNA Toscana Centro – i depositi di carburante, dai quali si preleva oggi, sono stati riempiti qualche settimana fa: ecco perché, ancora prima che il conflitto diventasse realtà, l’aumento del prezzo del gasolio era già stato adottato e quindi la scusa dei rincari in queste ore non regge. Sto ricevendo diverse segnalazioni da tutti i territori di operatori esasperati e arrabbiati: chiediamo al Governo un intervento per evitare questo tipo di manovre da parte dei grandi gruppi che gestiscono questo business. Ritengo che sia opportuno, infine, pensare ad un organismo di controllo, oppure fornire la delega a qualche Ministero, per effettuare un monitoraggio adeguato sull’aumento dei prezzi affinché queste operazioni possano essere verificate. E poi, a cascata, non dimentichiamoci che dopo i trasportatori i rincari arriveranno addosso alle famiglie, contribuendo a far crescere l’inflazione».
«Siamo di fronte a una tempesta perfetta – dichiara il Presidente Nazionale CNA Fita, Michele Santoni – mentre le nostre imprese investono per adeguarsi alle nuove normative tecnologiche e ambientali, i costi operativi diventano insostenibili. Il peso della crisi energetica internazionale non può essere scaricato interamente sulle spalle degli autotrasportatori».




