CNA Toscana Centro nei mesi scorsi ha fotografato lo stato di salute dei territori di Prato e Pistoia e, in occasione dell’Assemblea annuale tenutasi nell’Auditorium dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia, ha lanciato un messaggio chiaro alla politica locale: le imprese non mancano di capacità, ma è il contesto a frenarne lo sviluppo.
È quanto è emerso, infatti, dalle due indagini promosse dalle Aree territoriali di Prato Città e Pistoia Città, che restituiscono un quadro articolato, fatto di criticità diffuse ma anche di potenzialità ancora inespresse.
Al dibattito – moderato dalla giornalista di TVL Marta Quilici – sono intervenuti Emiliano Melani (Presidente CNA Toscana Centro), Massimo Iozzelli (Presidente Area territoriale Pistoia Città), Francesco Viti (Presidente Area territoriale Prato Città) ed i sindaci di Pistoia e Prato, Giovanni Capecchi e Matteo Biffoni, con la presenza anche delle più importanti cariche istituzionali locali e regionali oltre ai massimi rappresentanti delle altre associazioni di categoria del territorio. Nel corso della seduta privata dell’Assemblea, inoltre, è stato approvato il bilancio 2025 di CNA Toscana Centro.
SINTESI DELLE INDAGINI
Nel caso di PRATO, cuore di uno dei principali distretti manifatturieri europei, il quadro che emerge è quello di un sistema economico altamente specializzato e ancora fortemente competitivo ma sottoposto a pressioni crescenti. Il tessuto produttivo, legato in larga parte alla filiera tessile-moda, continua a rappresentare il principale motore economico locale, con un’incidenza significativa in termini di valore aggiunto e occupazione. Tuttavia, la fase attuale viene letta come una trasformazione strutturale, segnata da costi energetici elevati, instabilità internazionale e difficoltà nel reperimento di personale qualificato. L’indagine evidenzia con chiarezza le priorità percepite da imprese e cittadini: al primo posto la sicurezza, indicata da circa l’85% dei rispondenti, davanti a infrastrutture e viabilità al 78% e trasporti e mobilità al 72%. A questi si aggiungono i costi energetici (70%), la burocrazia (68%) e la carenza di personale qualificato (65%). Allo stesso modo, però, vengono individuate anche alcune direttrici strategiche: rafforzamento della legalità e dei controlli, un grande piano infrastrutturale, politiche di semplificazione amministrativa, investimenti in formazione e competenze e una decisa accelerazione sulla transizione energetica. Il messaggio di fondo è netto: Prato deve avviare una nuova fase di reindustrializzazione, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e qualità dei servizi per mantenere competitività a livello internazionale.
Diverso, ma per certi versi complementare, il quadro che emerge da PISTOIA. Il territorio presenta punti di forza importanti (grandi player industriali, florovivaismo) ma anche debole capacità di attrazione degli investimenti. I dati dell’indagine CNA Toscana Centro mettono in evidenza come le criticità principali siano di natura strutturale. Oltre il 33% delle segnalazioni si concentra su due fattori: carenza infrastrutturale (16,9%) e limitata industrializzazione o diversificazione produttiva (16,6%). È questo, secondo CNA, il vero nodo che frena lo sviluppo della città. A seguire emergono altre criticità rilevanti, come il trasporto pubblico (9,7%), il marketing territoriale (7,7%), la digitalizzazione (7,1%) e la carenza di personale qualificato (6,6%). Nel complesso, il sistema pistoiese viene percepito come “potenzialmente competitivo ma non pienamente sviluppato” partendo proprio dalle infrastrutture: necessità di potenziare i collegamenti ferroviari e la mobilità, ma accanto a questo si evidenzia con forza l’esigenza di una strategia di reindustrializzazione e di diversificazione economica. Le imprese segnalano inoltre difficoltà nel reperimento di competenze e un ritardo nei processi di digitalizzazione, spesso dovuto a costi elevati e carenza di risorse.

LE DICHIARAZIONI
«In questa Assemblea annuale 2026 di CNA Toscana Centro abbiamo voluto lanciare un segnale di visione per lo sviluppo economico condiviso di Prato e Pistoia, territori di riferimento della nostra associazione – dichiara il Presidente di CNA Toscana Centro, Emiliano Melani – da questo incontro con i sindaci, che ringrazio per la loro disponibilità a nome di tutte le imprese e gli associati, si evince come non esista una singola emergenza ma una serie di criticità interconnesse che richiedono risposte integrate. Quello che, oggi, riteniamo fondamentale, è la necessità che si possa costruire un progetto amministrativo basato sulla visione ed il coraggio che vada oltre i propri confini: servirà muoversi in maniera unitaria su vari ambiti come quello dello sviluppo economico, della transizione energetica e digitale così come per le infrastrutture affermandosi rispetto alla centralità portata avanti da Firenze fino alla costruzione di ecosistemi locali competitivi. Il ruolo delle due città può essere più forte e coeso se unitario e condiviso per la pianificazione regionale, in modo da avere un valore aggiunto su ambiti quali manifatturiero, export, servizi e mobilità. Oggi, pertanto, vogliamo lanciare una sfida: costruire una sorta di patto tra le amministrazioni comunali di Prato e Pistoia affinché ci sia un’indicazione politica condivisa da portare in Regione Toscana, in modo da essere maggiormente attrattivi e riuscire ad ottenere risorse importanti e decisive per lo sviluppo territoriale. Questa è, per noi, la vera visione da portare avanti nei prossimi anni».
«Siamo di fronte alla necessità di avere una visione comune che non deve essere considerata come un qualcosa che vuole combattere la centralità di Firenze ma è evidente che i nostri colloqui con Prato stiano diventando sempre più frequenti – sottolinea il sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi – Le due città non possono far altro che discutere insieme su tante questioni che ci riguardano, dalle infrastrutture allo sviluppo economico, dai servizi ai trasporti. Condivido enormemente i temi lanciati in questo momento da CNA Toscana Centro con parole chiave come coraggio, visione e andare oltre i confini. Perché il coraggio è la priorità che dobbiamo avere sennò rischiamo di lasciare soltanto quello che abbiamo avuto fino ad oggi e, di conseguenza, puntare a guardare avanti in un percorso non di chiusura ma che sia di massima condivisione».

«La criticità in terra pratese, come è stato fatto notare anche dall’indagine di CNA Toscana Centro, resta la sicurezza che ci coinvolge tutti e riguarda vari livelli e aspetti dell’agire politico, che l’amministrazione comunale può contrastare con la lotta al degrado o la necessità di nuovi interventi pubblici – afferma il sindaco di Prato, Matteo Biffoni – resta la consapevolezza, però, che una parte di questo percorso ce lo deve mettere il Governo dando seguito ai proclami facendo fronte alla carenza di forze dell’ordine che inizia ad essere cronica. Un’idea comune fra i territori penso che possa essere la mobilità e le interlocuzioni con Pistoia sono già iniziate in queste settimane perché il ragionamento sulle infrastrutture deve essere la priorità dei prossimi anni. Prato guarda a Firenze o a Pistoia? La leadership del capoluogo deve essere tale senza che diventi dominante ma insieme a Pistoia e alla stessa Firenze dobbiamo pensarci come area metropolitana e mi sento di dire che oramai viene compreso: con la programmazione degli interventi si potranno attrarre investitori internazionali che portano ricchezza e posti di lavoro sul territorio».





