Oltre l’82% dei pensionati dell’area Pistoia e Prato – 8 su 10 – dichiara di vivere oggi una condizione decisamente peggiore rispetto a tre anni fa, mentre appena il 6% percepisce un miglioramento. Un dato netto che conferma come il peggioramento della qualità della vita non sia episodico, ma strutturale e diffuso.
È questo il quadro allarmante emerso dall’indagine 2026 di CNA Pensionati Toscana Centro, su un campione di oltre 200 associati, dedicata al tema “Potere d’acquisto e accesso ai servizi assistenziali e sanitari”, presentata oggi al circolo ARCI di Santomato in occasione dell’Assemblea annuale.
All’iniziativa sono intervenuti Aldo Piantini (Presidente CNA Pensionati Toscana Centro), Emiliano Melani (Presidente CNA Toscana Centro), Claudio Bettazzi (Vicepresidente CNA Nazionale), i Sindaci neoeletti di Pistoia e Prato Giovanni Capecchi e Matteo Biffoni, il Presidente nazionale CNA Pensionati Lorenzo Marchetti e quello Regionale Luigi Nigi. Presenti anche le consigliere regionali Simona Querci e Marta Logli. I dati della ricerca sono stati illustrati dalla Direttrice di CNA Toscana Centro, Cinzia Grassi.
Stando ai risultati dell’indagine, alla base del peggioramento c’è soprattutto l’aumento del costo della vita: il 92% segnala rincari nelle bollette, l’85% negli alimentari, il 45% nelle spese sanitarie, con conseguenze evidenti: il 68% dei pensionati è costretto a tagliare le spese, non solo sul superfluo ma anche su beni essenziali. Si riducono abbigliamento (75%), viaggi (54%), alimentazione (49%) e cure sanitarie (40%). Il dato più critico: il 51% rinuncia o rinvia cure mediche per motivi economici.
Di pari passo il sistema sanitario pubblico mostra crescenti difficoltà: l’88% del campione denuncia liste d’attesa troppo lunghe, il 50% incontra problemi nelle prenotazioni, il 54% è costretto a ricorrere al privato, mentre sul fronte dell’accesso ai servizi socio assistenziali la situazione è altrettanto preoccupante: il 62% segnala carenza di informazioni, il 51% ostacoli burocratici, il 39% criteri ISEE troppo restrittivi. Critico anche il tema della non autosufficienza: il 67% giudica troppo elevati i costi dell’assistenza, il 47% denuncia la difficoltà nel reperire personale qualificato e il 48% segnala complicazioni burocratiche. L’accesso alle RSA è considerato troppo oneroso dall’85% degli intervistati, con problemi legati anche alla disponibilità di posti e ai tempi di attesa. Non meno preoccupante il tema delle agevolazioni e dei bonus: il 60% dei pensionati non conosce i bonus a cui avrebbe diritto e una larga parte, pur avendone necessità, non riesce ad accedervi.
«I dati presentati oggi – dichiara Cinzia Grassi, Direttrice di CNA Toscana Centro – ci consegnano un messaggio drammaticamente chiaro: i pensionati stanno peggio e stanno peggio in modo strutturale. Negli ultimi decenni hanno rappresentato un pilastro silenzioso del welfare, sostenendo famiglie, figli e nipoti anche laddove il sistema pubblico non riusciva a rispondere ai bisogni. Oggi però questo equilibrio si sta incrinando: l’aumento del costo della vita sta erodendo il potere d’acquisto e crescono le difficoltà di accesso ai servizi, a partire dalla sanità e dall’assistenza. Il risultato è un progressivo indebolimento di una generazione che rischia di passare da ammortizzatore sociale a nuova area di fragilità. Non è più solo una questione di reddito, ma di qualità della vita: non si rinuncia più al superfluo, si rinuncia all’essenziale, dalle cure mediche ai bisogni quotidiani. Stiamo assistendo anche a una frattura crescente nell’accesso ai diritti: chi può permetterselo si cura e si rivolge al privato, chi non può, rinuncia. E così il diritto alla salute, così come l’accesso a bonus e servizi, rischia di rimanere solo formale. Lo stesso vale per la non autosufficienza, dove costi elevati e carenze di informazioni sui servizi scaricano sulle famiglie un peso sempre più insostenibile. Tutto questo non riguarda solo gli anziani, ma il modello sociale del Paese: si sta delineando una nuova e più ampia area di vulnerabilità che coinvolge pensionati, famiglie e giovani insieme. Senza interventi capaci di rafforzare il potere d’acquisto, rendere realmente accessibili i servizi e sostenere le reti familiari, rischiamo di compromettere uno degli equilibri che hanno garantito coesione sociale negli ultimi decenni. Per questo servono scelte strutturali, non misure temporanee: più risorse, più equità, più accesso. Perché la dignità dei pensionati è lo specchio dei valori di una società e difenderla significa tutelare il futuro di tutti».
«I dati che emergono dalla nostra analisi fotografano una condizione sempre più fragile per molti anziani – sottolinea Aldo Piantini, Presidente CNA Pensionati Toscana Centro – Negli ultimi anni le pensioni hanno subito una progressiva erosione del potere d’acquisto, con perdite significative che incidono soprattutto sui redditi medio‑bassi. Parallelamente, cresce la difficoltà ad accedere in modo equo e tempestivo ai servizi sanitari e molti pensionati si vedono costretti a rinunciare alle cure. A tutto questo si aggiunge un ulteriore elemento critico: l’aumento della domanda di assistenza legato all’invecchiamento della popolazione, e, contro, un sistema sanitario che fatica a rispondere in maniera uniforme sui territori. È sempre più evidente che occorre rafforzare la sanità di prossimità e i servizi domiciliari, che rappresentano la risposta più adeguata ai bisogni della popolazione anziana. Come CNA Pensionati chiediamo interventi concreti: una piena tutela del potere d’acquisto attraverso meccanismi di indicizzazione più aderenti al reale costo della vita, il rafforzamento dei servizi territoriali e della medicina di base, investimenti su assistenza domiciliare e telemedicina, senza trascurare l’accompagnamento digitale degli anziani. E’ bene ricordare che i pensionati sono una forza sociale da considerare in modo attivo e che debbono essere valorizzati ulteriormente nella società e coinvolgerli maggiormente: c’è da garantire dignità, accessibilità e qualità della vita ai pensionati, evitando che le disuguaglianze economiche si trasformino anche in disuguaglianze di salute».
«Le criticità evidenziate da CNA Pensionati non riguardano solo la sfera sociale, ma hanno un impatto diretto anche sul tessuto economico e territoriale – precisa Emiliano Melani Presidente di CNA Toscana Centro – La perdita di potere d’acquisto dei pensionati non è un tema isolato: significa minori consumi locali e una pressione crescente sulle famiglie e sui servizi di welfare. Allo stesso tempo, le difficoltà di accesso alla sanità pubblica stanno determinando un aumento della spesa privata e disuguaglianze sempre più marcate tra cittadini, territori e fasce di reddito. Il sistema attuale evidenzia limiti strutturali: disparità territoriali, carenza di personale e una domanda sanitaria in crescita che rischia di non essere più sostenibile senza un deciso cambio di passo. È quindi necessario un approccio integrato che tenga insieme politiche sanitarie, sociali ed economiche. Come CNA Toscana Centro riteniamo prioritarie alcune azioni: sostenere il reddito dei pensionati per difenderne il potere d’acquisto, investire sulla sanità territoriale e sui servizi di prossimità, ridurre le liste d’attesa e favorire nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale. In questa prospettiva, il ruolo delle organizzazioni come la nostra è fondamentale per rappresentare i bisogni reali delle persone e contribuire alla costruzione di modelli di welfare più inclusivi, capaci di rispondere alle trasformazioni demografiche in atto».
«Il lavoro svolto dalle associazioni, e nello specifico da CNA Toscana Centro, è davvero importante perché spesso anticipano la politica e ci dimostrano quella che è la strada da seguire da qui ai prossimi anni – afferma il Sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi – con la consapevolezza che Pistoia dovrà lavorare di concerto con i territori vicini di Prato e Firenze. L’indagine che è stata divulgata ci porta anche ad un’analisi di aspetti persino meno noti: se, da un lato, sappiamo di quello che è il calo di potere d’acquisto con le attuali pensioni e le difficoltà di accesso alla sanità pubblica, di contro si rimane colpiti dal numero di persone che non accedono ai servizi o per mancanza di risorse economiche a disposizione o perché non sanno nemmeno che esistono. Sono sfaccettature da tenere ben presenti, considerando che nell’immediato futuro ci troveremo di fronte ad una popolazione che sarà in numero maggiore di over65 anziché under18».
«I dati che emergono dall’indagine ci dicono come chi rinuncia alle cure è un numero sempre maggiore – aggiunge il Sindaco di Prato, Matteo Biffoni – e questo è ancora più preoccupante sapendo che il sistema sanitario regionale sia arrivato ad una soglia di spesa che sarà difficilmente ampliabile, pur sapendo che la Toscana è fra chi, in Italia, spende maggiormente per il sistema sanitario. La forza dei pensionati, in questi anni, è stata quella di aver persino sopperito alle mancanze del welfare familiare mentre, da oggi in poi, dobbiamo guardare alla preoccupazione della razionalizzazione della spesa. In questo scenario, non va dimenticato che i Comuni avranno hanno bisogno dell’aiuto e sostegno di Regione, Stato e Unione Europea: tutti siamo chiamati a fare la propria parte altrimenti rischiamo di dover leggere indagini sempre più preoccupanti ma, dal mio punto di vista, sono fiducioso visto che siamo in territori abituati ad arricciarsi le maniche e avendo al nostro fianco le grandi associazioni di categoria».
«Il sistema di welfare nel nostro Paese necessita oggi di un cambiamento profondo – sottolinea Lorenzo Marchetti, Presidente nazionale di CNA Pensionati – perché il modello attuale non è più in grado di rispondere efficacemente alle trasformazioni demografiche in atto. L’invecchiamento della popolazione procede rapidamente, mentre la platea dei lavoratori attivi si riduce – il rapporto pensionati lavoratori attualmente è di 1 a 1,5 e la tendenza è quella di arrivare a 1,25 – determinando un equilibrio sempre più fragile tra chi contribuisce e chi beneficia delle prestazioni. Il rapporto tra pensionati e lavoratori è già oggi critico e destinato a peggiorare nei prossimi anni: anche variazioni apparentemente minime hanno un impatto concreto su migliaia di persone che rischiano di non poter contare su servizi adeguati. Per questo non bastano più interventi parziali o misure tampone: serve una svolta strutturale, capace di ripensare il welfare in modo sostenibile e inclusivo, garantendo diritti e tutele reali alle generazioni presenti e future».
Dall’indagine, infine, sono emerse con chiarezza anche le priorità dei pensionati: 80% aumento delle pensioni, 56% sanità più accessibile, 28% riduzione delle liste d’attesa, 63% minore pressione fiscale, 49% bonus e agevolazioni realmente fruibili.
CNA Pensionati sottolinea come il progressivo indebolimento degli anziani rischi di aprire una nuova area di fragilità che coinvolge famiglie e giovani. Il messaggio finale dell’assemblea è netto: senza interventi strutturali su redditi, servizi e sanità, la deriva del peggioramento economico e sociale è chiara.
Abbiamo il dovere di guardare al futuro del nostro Paese con un’ottica d’insieme, perché un Paese che non protegge chi ha lavorato una vita intera è un Paese che indebolisce anche le nuove generazioni.




