Report Mismatch 2026 Pistoia-Prato

Nei settori Manifattura e Artigianato, a Pistoia oltre 4.400 imprese prevedono nuove assunzioni ma solo 2.600 posizioni potranno essere realmente coperte, mentre a Prato sono 4.900 le imprese che assumeranno, ma solo circa 3.000 posti saranno coperti

Il futuro dell’economia territoriale chiama in causa tutti gli stakeholders pubblici e privati  per creare nuove competenze e opportunità occupazionali per i giovani, agevolare i passaggi generazionali e sostenere le pmi attraverso reti strutturate e servizi avanzati

Dario Costantini, Presidente CNA nazionale annuncia la partenza del primo progetto europeo sui corridoi professionali e l’apertura della prima scuola CNA  in Egitto

Il Comune di Pistoia e CNA Toscana Centro hanno presentato nell’auditorium della Biblioteca San Giorgio a Pistoia il Report Mismatch 2026 delle aree territoriali di Pistoia e Prato, nell’ambito dell’evento “Economia e mercato del lavoro, competenze e investimenti per il territorio”. Il Report Mismatch 2026 rientra nel progetto “Pistoia Essere Impresa”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri su avviso di ANCI per proposte progettuali rivolte all’orientamento della popolazione giovanile verso la cultura di impresa, ed è promosso dal Comune di Pistoia (capofila), in collaborazione con CNA Toscana Centro, Comune di S. Marcello Piteglio, Fondazione Caript, PIN Laboratorio Libra, Cooperativa Intrecci, ITTS Fedi Fermi, Istituto Professionale De Franceschi-Pacinotti e CCIAA Pistoia-Prato.

Tre i temi principali al centro dell’evento –  Nuove competenze per le imprese: evidenze e azioni intraprese – Protocollo d’intesa CNA – Ministero MIM “Artigianato e Scuola” e Progetti e investimenti per lo sviluppo delle competenze sul territorio – che si è aperto si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco f.f. di Pistoia Anna Maria Celesti, di Massimo Iozzelli (Presidente area territoriale Pistoia Città CNA TC) e di Luciano Tagliaferri (Direttore generale Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana).

Ad illustrare il Report Mismatch sono stati il Prof. Filippo Buccarelli (di Poiein Lab) e Giacomo Buonomini (coordinatore politiche formative CNA Toscana Centro) e, a seguire, si  è svolta la tavola rotonda moderata da Marta Quilici (giornalista TVL), che ha visto gli interventi di Gabriele Sgueglia (Assessore Comune Pistoia), Matteo Carradori (Direzione Fondazione CARIPT), Ilaria Baroni (Dirigente Scolastico Provinciale), Andrea Paci (Prof. ord. PIN Laboratorio LIBRA) ed Emiliano Melani (Presidente CNA Toscana Centro).

Le conclusioni e le riflessioni su tutti i dati emersi dal Report sono state affidate a Dario Costantini Presidente Nazionale CNA, all’On. Paola Frassinetti Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Prof. Ord. Luigi Burroni dell’Università di Firenze.

 

SINTESI Rapporto Mismatch 2026:
analisi e prospettive per il mercato del lavoro nell’area Pistoia-Prato

Il Rapporto Mismatch 2026 offre una fotografia dettagliata dell’economia e del mercato del lavoro nelle province di Pistoia e Prato, evidenziando il divario crescente tra domanda e offerta di competenze oltre alle azioni in corso sul territorio per colmarlo. Frutto della collaborazione tra il Comune di Pistoia, CNA Toscana Centro e numerosi partner istituzionali quali Comune di San Marcello Piteglio, Fondazione Caript, PIN – Laboratorio Libra, Cooperativa Intrecci, ITTS Fedi Fermi, Istituto Professionale De Franceschi – Pacinotti, CCIAA Pistoia-Prato, analizza i cambiamenti economici, le transizioni tecnologiche e le nuove esigenze professionali, proponendo chiavi di lettura e azioni concrete per affrontare il mismatch non solo in termini di competenze, ma anche di disponibilità di lavoratori e del sistema dell’Istruzione e della formazione.

Il Rapporto 2026 si propone quindi come uno strumento fondamentale per comprendere le dinamiche occupazionali e orientare le politiche di sviluppo, formazione e innovazione, con l’obiettivo di ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro e sostenere la competitività del territorio.

L’analisi economica evidenzia una crescita complessiva delle imprese attive sul territorio, con differenze significative tra le due province: al 30 giugno 2025 si contano 56.496 imprese, con un incremento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Prato registra una crescita dello 0,7%, mentre Pistoia mostra una sostanziale stabilità. Si registra un’espansione di alcuni settori, tra cui servizi a basso valore aggiunto mentre si conferma, nonostante la difficoltà sui mercati esteri, la centralità del manifatturiero come motore dell’area.

  • Provincia di Pistoia Oltre 4.400 imprese prevedono nuove assunzioni, nei settori produttivi legati a manifattura e artigianato. Di queste, circa 2.900 cercano operai specializzati e oltre 1.500 tecnici. Tuttavia, a causa delle difficoltà di reperimento, si stima che solo circa 2.600 posizioni potranno essere effettivamente coperte, mentre circa 1.800 rischiano di restare sospese. Questo scenario rappresenta al tempo stesso un problema per le imprese e una grande opportunità per le persone: chi acquisirà competenze tecniche, specialistiche e digitali avrà concrete possibilità di inserimento e crescita professionale nel tessuto produttivo locale.
  • Provincia di PratoNel territorio pratese circa 4.900 imprese, nei settori produttivi legati a manifattura e artigianato, prevedono di assumere nei prossimi anni. Oltre 2.500 sono alla ricerca di operai specializzati e circa 1.070 di tecnici. Anche qui, si stima che solo poco meno di 3.000 posizioni potranno essere effettivamente coperte, mentre circa 2.000 rischiano di restare scoperte. Questo divario evidenzia una forte domanda di lavoro qualificato che, se intercettata da percorsi formativi adeguati, può trasformarsi in una leva decisiva di occupazione stabile e sviluppo per il territorio.

Le dinamiche demografiche incidono fortemente sul mercato del lavoro. Prato si conferma più attrattiva per la popolazione migrante, garantendo una maggiore tenuta occupazionale, mentre Pistoia deve fare i conti con l’invecchiamento della popolazione e una minore capacità di ricambio generazionale. L’età media della forza lavoro si attesta intorno ai 39-40 anni, con una forte presenza femminile nei servizi.

Il sistema educativo locale presenta un’alta incidenza di studenti negli istituti tecnici e professionali, coerente con la vocazione produttiva del territorio. Tuttavia, molte competenze formate non trovano adeguata valorizzazione nel mercato del lavoro, anche a causa di un disallineamento tra aspettative e vocazioni che limita le opportunità per i giovani diplomati e per le imprese.

Il contesto internazionale aggiunge ulteriori complessità. Le tensioni geopolitiche e le guerre in corso hanno messo in difficoltà il flusso delle forniture strategiche, aumentando i costi di produzione e imponendo alle imprese italiane, e in particolare a quelle toscane, di affrontare mercati più instabili e regole commerciali in evoluzione. In questo scenario, la capacità di adattamento e innovazione diventa cruciale.

L’analisi economica, tra cui il Manifesto per la Reindustrializzazione della Toscana propone strategie per contrastare la deindustrializzazione e rilanciare la manifattura regionale, puntando su produttività, innovazione e sostenibilità. La formazione e il capitale umano sono elementi centrali per la ripresa, insieme alla necessità di un partenariato pubblico-privato che definisca politiche industriali di lungo periodo.

Il rapporto evidenzia, inoltre, le difficoltà crescenti nel reperimento di personale, soprattutto per profili medio-bassamente qualificati e operai specializzati. A Pistoia, il 45,2% delle aziende non trova il personale necessario, contro il 35,1% di Prato. Le ragioni principali riguardano la scarsa esperienza e la mancanza di specializzazione tecnica. Le competenze trasversali e l’etica professionale restano molto apprezzate dai datori di lavoro, mentre le competenze digitali risultano ancora limitate. Nonostante la crescente importanza dell’innovazione, il livello di digitalizzazione delle imprese deve crescere: quasi la metà non ha investito in tecnologie digitali negli ultimi tre anni e solo il 16,4% utilizza strumenti di intelligenza artificiale.

Il nuovo report analizza anche il rapporto tra imprese e sostenibilità ambientale, evidenziando un atteggiamento ancora cauto verso investimenti green. Più della metà delle aziende (53,7%) non ha effettuato interventi significativi negli ultimi tre anni e solo una minoranza ha adottato misure di risparmio energetico (20%). Le azioni più diffuse riguardano il monitoraggio delle emissioni e l’utilizzo di materiali riciclati, mentre le pmi chiedono maggiore supporto e semplificazione per rendere sostenibili investimenti green. Le motivazioni alla base di questa scarsa propensione sono molteplici. Una parte consistente delle aziende segnala la mancanza di competenze specialistiche, mentre altre lamentano l’insufficienza di sostegni pubblici e la presenza di ostacoli burocratici. Non mancano preoccupazioni legate ai costi di conformità agli standard ambientali, mentre solo una percentuale ridotta tende a minimizzare i rischi connessi al cambiamento climatico.

Sul piano economico, il report evidenzia una sostanziale tenuta del fatturato (45,9% dichiara fatturati stabili o stagnanti negli ultimi 3 anni), sebbene una quota significativa di imprese abbia registrato una contrazione degli affari (36.1%). Le aspettative per il futuro sono contrastanti: se da un lato oltre un terzo degli imprenditori si dichiara fiducioso in una ripresa, dall’altro emergono timori per l’aumento dei costi di lavoro e produzione (43,6%).

Un tema cruciale affrontato dal report riguarda inoltre la successione nelle imprese familiari, una sfida che interessa gran parte del tessuto imprenditoriale italiano. Solo il 36% delle aziende sopravvive al primo cambio di leadership e, sebbene molte abbiano iniziato a considerare il problema, la difficoltà nel reperire professionalità adeguate per la successione è segnalata dal 52,4% degli imprenditori e resta elevata.

Le imprese segnalano inoltre fabbisogni emergenti in ambito digitale e organizzativo. Cresce la richiesta di competenze tecnologiche, autonomia operativa e capacità di problem solving, mentre la formazione tradizionale deve trasformarsi in un’infrastruttura permanente di aggiornamento professionale.

Per garantire competitività e attrattività del territorio, il report sottolinea l’importanza di creare opportunità occupazionali per i giovani, favorire il passaggio generazionale e sostenere la piccola impresa attraverso reti strutturate e servizi avanzati. La cooperazione tra imprese, enti locali e istituzioni si conferma una condizione imprescindibile per affrontare le sfide future e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

DICHIARAZIONI

Dario Costantini, Presidente Nazionale CNA

“La difficoltà a trovare personale è diventata un’autentica emergenza per le nostre imprese, da Nord a Sud. Lo dicono i dati. A livello nazionale soltanto l’11% delle imprese riesce a trovare i profili idonei mentre c’è un 33% che non trova alcun candidato. Nei prossimi cinque anni il sistema delle piccole imprese avrà bisogno di 750mila lavoratori e occorre una mobilitazione generale per offrire soluzioni efficaci. Come CNA ci siano attivati in modo concreto. Tra le numerose iniziative,  da un lato il protocollo firmato con il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara e dall’altra, una esperienza unica in Europa: a breve infatti CNA farà partire il primo progetto europeo sui corridoi professionali, frutto del lavoro di CNA e del Governo, grazie al quale apriremo in Egitto una scuola professionale in cui saranno formati giovani stranieri che impareranno la lingua italiana, le nostre regole e i mestieri più richiesti dalle nostre imprese, e che faremo poi arrivare in Italia in maniera regolare, con un posto di lavoro pronto nelle nostre aziende e la disponibilità di una abitazione per 3 mesi. Non solo. Per 150 nuovi lavoratori formati che verranno in Italia, altrettanti resteranno invece nel Paese di origine affinché, grazie alle professionalità acquisite dai nostri imprenditori, potranno essere inseriti nelle aziende locali e dare il proprio contributo alla crescita economica della loro nazione”

Emiliano Melani, Presidente CNA Toscana Centro

“Il report individua gli assi strategici per il futuro del territorio, per superare problemi e valorizzare le opportunità create negli ultimi anni. In primis, il territorio deve diventare realmente attrattivo per giovani con competenze e attitudine al lavoro innovativo, offrendo lavoro di qualità, crescita professionale, servizi e connessioni efficaci tra formazione e imprese. Inoltre è fondamentale che vengano create condizioni favorevoli alla nascita di nuove imprese e all’evoluzione di quelle esistenti verso modelli più innovativi e sostenibili. Infine, riteniamo debba esserci uno sforzo comune e condiviso per rilanciare il modello di impresa diffusa, valorizzando manifattura e servizi ad alto valore aggiunto e rafforzando un ecosistema capace di generare lavoro qualificato e competere sui mercati. Sul piano della formazione la nostra organizzazione è in prima linea nella costruzione di percorsi ad hoc sia con le istituzioni scolastiche, sia con tutti gli attori del territorio, e intendiamo incentivare il nostro impegno per ampliare le opportunità offerte ai giovani, supportare le imprese e ridurre quindi il divario tra domanda e offerta di lavoro”.

Massimo Iozzelli, Presidente Area Pistoia Città CNA Toscana Centro

“Il Report rilancia aspetti positivi significativi che il territorio sta esprimendo. La nostra area conferma infatti una forte vocazione tecnico-professionale e migliora la sinergia con il sistema dell’istruzione, con tassi di iscrizione agli istituti tecnici e professionali superiori alla media regionale e nazionale. Visto l’impegno portato avanti da CNA Toscana Centro sul fronte della formazione è importante evidenziare gli elementi concreti che nascono dalla collaborazione tra gli attori del territorio e che si concentrano su 3 snodi strategici su cui far leva fin da subito: il consolidamento dell’ITS Prime sulla meccanica a Pistoia, diventato polo di formazione avanzata legato alle imprese; l’accordo tra Università di Firenze, Comune di Pistoia e Fondazione CARIPT per riportare una presenza universitaria sul territorio; l’avvio dei percorsi 4+2, che rafforzano il legame tra scuola, ITS e sistema produttivo. Tre leve decisive per ridurre il mismatch e rafforzare le competenze locali, in contesto dove le opportunità iniziano a far intravedere un positivo sbocco per il futuro prossimo”.

Anna Maria Celesti, sindaco f.f Comune di Pistoia

«Il Rapporto Mismatch 2026 restituisce una fotografia chiara del mercato del lavoro pistoiese, mettendo in evidenza un divario strutturale tra domanda e offerta di competenze che incide sulla competitività del territorio. È un’analisi preziosa perché da una parte descrive le criticità, ma dall’altra individua anche strumenti e traiettorie per affrontarle. Un elemento qualificante di questo lavoro è il percorso condiviso che lo ha reso possibile, grazie alla collaborazione tra Comune di Pistoia, CNA Toscana Centro, Fondazione Caript, Camera di Commercio di Pistoia-Prato, gli istituti scolastici e i soggetti della formazione e del terzo settore. Una rete ampia e qualificata che ha messo in comune competenze, dati ed esperienze, dimostrando come solo attraverso un lavoro corale sia possibile costruire politiche efficaci, capaci di rispondere ai bisogni delle imprese e di offrire reali opportunità a lavoratori e giovani.»

Gabriele Sgueglia, assessore alle Attività produttive e Sviluppo economico

«I dati che riguardano Pistoia ci chiamano a una responsabilità precisa: trasformare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro in una leva di sviluppo. Le imprese chiedono competenze tecniche e specialistiche che oggi faticano a trovare, mentre il territorio deve fare i conti con l’invecchiamento della forza lavoro e con un ricambio generazionale ancora insufficiente. Questo scenario impone al territorio una strategia di medio-lungo periodo che metta al centro il capitale umano, il rafforzamento del sistema formativo e un collegamento strutturale con il tessuto produttivo. Il rapporto indica con chiarezza che solo attraverso politiche integrate basate su formazione, innovazione e attrattività del lavoro possiamo sostenere la competitività delle imprese pistoiesi e creare opportunità di qualità per i giovani. In ultimo, mi preme sottolineare che questo report rappresenta una situazione che ben conosciamo e che da anni affrontiamo attraverso, in particolare, quattro pilastri della nostra azione: il progetto Talenti in Azione, rivolto agli inattivi; l’ITS Prime; il progetto Pistoia Essere Impresa, da cui il report stesso scaturisce e che comprende un insieme articolato di attività finalizzate a colmare queste lacune; e il protocollo di intesa con l’Università di Firenze».

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